APERTURA DI UNA NUOVA FARMACIA PUBBLICA IN ZONA CEREDO (STABILE EX NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO BESOZZI – VIA INDIPENDENZA)

CONSIGLIO COMUNALE DEL 26 NOVEMBRE 2015

APERTURA DI UNA NUOVA FARMACIA PUBBLICA IN ZONA CEREDO
(Stabile ex negozio di abbigliamento Besozzi – Via Indipendenza )

RELAZIONE INTRODUTTIVA – ASSESSORE FURIO CECCHETTI

La mia relazione vuole principalmente sottolineare un aspetto di prospettiva, direi di strategia istituzionale, mentre sugli aspetti relativi al servizio inizialmente solo farmaceutico e poi anche socio sanitario, saranno i rappresentanti di ASSP a esporli.

Inizio con una breve cronaca degli antefatti.

1.    L’Amministrazione Asnaghi, con delibera di Consiglio comunale del 29/6/2006 espresse parere favorevole in merito alla nuova pianta organica di due sedi farmaceutiche, individuate secondo le procedure previste dalla legge regionale n. 46/1983 e successive modifiche e integrazioni;
2.    Successivamente, su richiesta di Regione Lombardia, con delibera di Consiglio comunale del 21/3/2007 (sempre Amministrazione Asnaghi), è stato esercitato il diritto di prelazione su una delle sedi farmaceutiche, precisamente la n. 5 (brevemente indicata come Zona Ceredo);
3.    Come sapete con la Legge n. 27/2012 è stato abbassato il quorum di abitanti per insediare nuove farmacie (a 3.300 abitanti) e pertanto anche Meda ne ha usufruito, incrementando a 7 il numero di farmacie insediabili. In particolare sono state coperte le zone Ceredo (n: 5), S. Giorgio (n.6) e zona Via S. Maria (n. 7);
4.    Regione Lombardia nel 2012 mette a bando per i privati le sedi che non sono state oggetto di prelazione, per Meda la n. 6 e n. 7 e la rispettiva graduatoria è stata approvata con Decreto regionale del 10 giugno 2015 n. 4770. Ci sono voluti 3 anni, in quanto i partecipanti sono stati oltre 3 mila;
5.    Dunque si tratta di atti che hanno coinvolto l’Amministrazione Asnaghi in prossimità di fine legislatura. Le ragioni per le quali la successiva Amministrazione Taveggia, nella legislatura dal 2007 al 2012, non ha dato seguito alla scelta, esercitata, del diritto di prelazione o comunque non si sia addivenuti a nessun risultato, è un problema allo stato dei fatti di scarso interesse. Si da il caso che con la nostra Amministrazione il problema sia stato ripreso e con il provvedimento in discussione questa sera, si attua la prima tappa di un obiettivo, che può essere meglio definito come un articolato progetto socio sanitario.

Ho parlato di progetto, perché non si tratta semplicemente di aprire una Farmacia in una zona priva di tale servizio, evento che peraltro giustificherebbe sufficientemente il provvedimento di questa sera, ma di iniziare un percorso con finalità a più lunga scadenza, tenendo conto di vari elementi che espongo di seguito:

a)    trasformare la sede della Farmacia in un autentico polo sanitario, in grado di offrire servizi territoriali più vicini ai cittadini e coerenti con la nuova impostazione della riforma sanitaria regionale, che vuole favorire una maggiore aggregazione tra studi medici e una maggiore integrazione tra i servizi strettamente sanitari e i servizi sociali. Su tali aspetti potranno essere più precisi coloro che potranno rispondere ad eventuali domande;
b)    Iniziare con le Partecipate un percorso di coordinamento e razionalizzazione, in grado di tenere sempre più strettamente insieme, efficienza economica e utilità sociale. L’affidamento in house, modalità prevista dalla normativa, non solo rende più rapidi i tempi di realizzazione del servizio farmaceutico, ma valorizza quel radicamento sul territorio di tali aziende, che ha anche un riflesso immediatamente economico, perché la capacità di maggiore conoscenza dell’utenza, produce servizi più calibrati sulla reale domanda, diciamo che sostituisce quelle conoscenze, che in genere si acquisiscono con costose ricerche di mercato, meno efficaci della storica consuetudine con la propria realtà territoriale.
c)    In questo caso la gara ad evidenza pubblica, che in molti altri casi può essere la modalità più opportuna, avendo a base d’asta l’ammontare del canone trentennale, avrebbe dovuto avvenire a livello europeo, con dispendio di energie interne ed esterne notevoli e tempi ben più lunghi. Sottolineo che in questo caso si tratta di un’attività, che normativa, dottrina e giurisprudenza, ritengono prevalentemente di natura sanitaria e solo in via subordinata anche economica. Dunque mi pare chiaro che debba essere la qualità del servizio offerto l’elemento da privilegiare e la tempestività dell’insediamento, onde evitare che trasformandosi in attività non sostenibile dal punto di vista economico, non consenta l’erogazione di un servizio alla cittadinanza a più ampio spettro. In ogni caso al fine di evitare giudizi non approfonditi sulla convenienza economica, ci siamo fatti assistere da un esperto del ramo, che ha ritenuto congrua l’offerta di ASSP;
d)    Nei documenti di programmazione delle due società a noi più vicine, ASSP e AEB, sono dichiarati come obiettivi rilevanti, la possibile unificazione, nelle forme giuridiche che si riterranno più opportune, della gestione delle rispettive Farmacie. Pertanto non solo Meda sarà socio di due realtà che hanno dimostrato di saper gestire le loro Farmacie con capacità aziendale e sensibilità sociale, ma unite rappresenteranno il primo gruppo lombardo, con tutti i riflessi che potete immaginare in termini di economie di scala e potenzialità di servizi per la cittadinanza. Noi siamo anche soci di AEB e abbiamo ovviamente contattato anche questa società, che non ha però le caratteristiche per l’affidamento in house e comunque i rapporti sono tali che non hanno assolutamente vissuto tale fatto come uno sgarbo, ma anzi, nella prospettiva dell’unificazione, neppure come la crescita di un concorrente. D’altra parte tutte le volte che partecipo, per delega del Sindaco, alle assemblee di AEB, non perdo occasione per sottolineare, che per noi tali aziende sono un patrimonio delle rispettive comunità e non di questa o quella maggioranza.

In ogni caso per questo iniziale processo, conta poco l’entità della nostra partecipazione al capitale sociale di ASSP, molto di più la finalità socio sanitaria che si persegue, l’incidenza, attraverso il controllo analogo, nel contribuire alla strategia aziendale e l’avere qualche voce in capitolo, nella prospettiva della unificazione nella gestione delle farmacie, tra AEB e ASSP. Poi vedremo nel processo di eventuale unificazione, valutando le nostre disponibilità e la prospettiva, se avrà una valenza strategica anche la maggiore incidenza societaria, in accordo con gli attuali detentori del pacchetto maggioritario. Rammento che da questo punto di vista, il pacchetto posseduto da Seregno e da Cesano, ne fanno due aziende sostanzialmente monocratiche, per varie ragioni storiche.
In questa fase a noi interessa l’attivazione rapida di un servizio di interesse generale, con alta garanzia di successo. L’aspetto societario è aggiuntivo anche se può segnare l’inizio di un ragionamento di maggiore prospettiva. Se avverrà, passerà necessariamente dal Consiglio comunale.
Vorrei infine sottolineare che si tratta di un effettivo investimento, benché irrisorio rispetto al risultato sociale che conseguiremo, in quanto si tratta di una Azienda che ha sempre prodotto utili e che dunque può produrre dividendi o patrimonio netto in grado di ristorare sicuramente il capitale investito.

Direi che questa sera, ci troviamo di fronte ad un caso di scuola, tipico di una economia sociale di mercato, in grado di tenere insieme equilibrio economico e utilità sociale, elemento distintivo dell’economia europea, rispetto agli altri Paesi occidentali, che sarebbe bene non abbandonare.
Vorrei sottolineare a nome di tutta la Giunta, che non vi è nessuna intenzione di contrapporre questa realtà aziendale pubblica a quelle private, esistenti da tempo (4 Farmacie). Anzi, sia l’amministrazione e sia la dirigenza di ASSP, hanno espresso più volte l’intenzione di cercare il massimo coordinamento con le altre Farmacie per le attività a rilevanza sociale.
Il nostro, in quanto Amministrazione, è ovviamente un progetto di natura socio sanitaria, che ha sicuramente più probabilità di essere realizzato con un’azienda pubblica, rispetto ad una privata, in quanto nell’azienda pubblica il risultato economico è certamente una premessa necessaria, ma non lo scopo primario, come lo è, direi necessariamente, per un’azienda privata.
In questa distinzione di ruoli e finalità, la collaborazione tra pubblico e privato è possibile e augurabile.

Per un insieme di variabili normative e fattuali, ci troviamo di fronte ad un raro caso di enormi benefici pubblici per i cittadini a fronte di irrisori costi finanziari per il Comune: anche considerando i 16.000 € di acquisto delle azioni come una pura spesa (anche se più opportunamente andrebbe visto come un investimento) e i 4.000 € per acquisire la valutazione di un esperto, stasera discutiamo di un onere finanziario di € 20.000 che produrrà 1.700 metri cubi di servizi, oltre ad un’entrata sicura di € 30.000/annui indicizzati e una compartecipazione ai ricavi del 3% oltre il milione.
Credo possa essere unanime il consenso per aver colto in tempi rapidi un’occasione che poteva anche sfuggire. Direi che siamo di fronte a uno di quei rarissimi casi di evidente vantaggio pubblico, per i quali è più arduo trovare le motivazioni per essere contrari o indifferenti, che a favore….naturalmente si tratta di una mia opinione.

Non mi dilungo sui contenuti del provvedimento, che prevede in tempi stretti l’insediamento della Farmacia e successivamente nei più brevi tempi possibili un polo sanitario, i cui contenuti saranno meglio esposti dai miei colleghi e dai rappresentanti di ASSP presenti, ai quali passo volentieri la parola.

Ho terminato ….grazie

Meda, 26.11.2015

ASSESSORE ALLA PROGRAMMAZIONE E BILANCIO
Furio Cecchetti

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