NUOVO ACCORDO LOCALE PER IL CANONE CONCORDATO

COMUNICATO STAMPA

n data 14 dicembre 2015, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore al Bilancio, è stato sottoscritto, dai rappresentati della proprietà (Locatore) e degli inquilini (conduttore o locatario), il nuovo accordo per l’applicazione a Meda del canone concordato (Legge n. 431/1998).

Sono accordi che hanno una durata triennale, benché in caso di mancato rinnovo, mantengano la loro validità: il precedente accordo è del 2012, abbiamo pertanto colto l’occasione per una verifica di quanto avvenuto in questi tre anni e una valutazione sull’opportunità di modifiche.

La documentazione sarà disponibile nel più breve tempo possibile sul sito del Comune: per circa 30 gg. sull’home page e poi “Colonna sinistra/Guida ai servizi/lettera c/canone concordato”.

Sul sito metteremo anche i riferimenti per eventuali richieste di ulteriori chiarimenti.

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La finalità della legge e anche dell’accordo sottoscritto, è quella di ridurre la fiscalità a carico del proprietario che firma tale accordo e trasferire tale agevolazione fiscale in riduzione del canone a carico dell’inquilino.

Pertanto, partendo dai canoni di mercato effettivamente praticati, si deve trovare il giusto equilibrio tra due estremi:

1. Il canone concordato penalizza il proprietario in misura maggiore del beneficio fiscale. Teoricamente l’inquilino è molto favorito, ma non trovando nessun proprietario disposto a sottoscrivere un contratto troppo penalizzante, il risultato è che non avrà nessun beneficio;

2. Il canone concordato è quasi identico a quello di mercato, per cui i proprietari sono dispostissimi a firmarlo, in quanto non perdono nulla in termini di canone e guadagnano le agevolazioni fiscali, mentre l’inquilino non ha nessun beneficio.

Alcune proposte da me formulate di modifica dell’accordo del 2012, che hanno trovato ascolto da parte dei principali protagonisti dello stesso, cioè i rappresentanti della proprietà e degli inquilini, erano finalizzate proprio a trovare il migliore equilibrio tra i due estremi richiamati, entrambi dannosi per l’inquilino.

Devo dire che sono molto soddisfatto di come sono andate le trattative e ho riscontrato ancora una volta, che anche interessi apparentemente contrapposti, possono trovare un punto di convergenza nell’interesse generale, se i contraenti si confrontano con senso di responsabilità.

Gli aspetti più rilevanti dell’accordo:

1. Nel 2012, per la prima volta, l’Amministrazione Caimi, ha promosso la sottoscrizione del canone concordato per Meda, in quanto prima non esisteva. I risultati di questi tre anni non sono irrilevanti, rispetto a numeri inferiori dei Comuni limitrofi (a Meda 48 contratti sottoscritti,). Però ancora minoritari rispetto alle famiglie attualmente in affitto (circa 1.000 sulla base dell’ultimo censimento);

2. Abbiamo calcolato che mediamente, il vantaggio fiscale del proprietario è di circa           € 1.200/anno, ovvero € 100/mese, dovuto principalmente alla norma nazionale che riduce la cedolare secca a carico del proprietario di questi contratti, dal 21% (in alcuni casi 19%) al 10% e della norma sull’IMU, approvata dalla nostra Amministrazione, che riduce l’aliquota dal 10,6 x 1.000 al 4,00 x 1.000. Poi ci sono anche altri tipi di agevolazioni, ma la parte decisiva rimane questa;

3. Con questo accordo, tenendo conto dei canoni medi del libero mercato, verificati con contatti personali, su internet e naturalmente con chi conosce bene il settore, come i rappresentanti delle parti (confermati per esempio da quanto pubblicato da “Il Cittadino” del 5/12/2015), si è teso ad un accordo in grado di non dissuadere i proprietari a sottoscriverlo e ad aiutare in questo modo gli inquilini, con una riduzione del canone;

4. Si è tenuto conto della maggiore differenza tra canone di mercato e canone concordato (del 2012) per i piccoli alloggi (attualmente i più richiesti), si è incentivato anche ogni minima riqualificazione energetica (non più il 10% solo per le riqualificazione massime, ma un 1,5% per ogni gradino, previsto dalla legge, fino ad un massimo del 12%). Infine si sono elevati di € 5/mq/anno i valori massimi per ogni fascia prevista.

5. Esemplificando, un bilocale nel centro, passa dai € 500/mese di mercato agli € 400/mese del canone concordato e nelle zone non centrali da € 500/mese ad € 379/mese. Nel centro storico da € 400/mese ad € 320/mese. Il centro storico presenta valori di mercato più bassi in quanto attualmente molti alloggi hanno parametri di fascia bassa. Dunque non ha senso una modifica delle zone (due zone sono più che sufficienti), ma semmai nei contratti si dovrà tener conto dei diversi valori previste per le tre fasce.

Si tratta ovviamente di calcoli medi, in quanto le variabili di cui tener conto nella contrattazione sono molte.

Abbiamo cercato di trovare il migliore equilibrio tra i due punti estremi sopra richiamati, facendo tesoro dell’esperienza di questi tre anni e naturalmente terremo conto dell’esperienza dei prossimi tre, per rinnovare senza variazioni o calibrare ancora meglio tale accordo per andare incontro ai cittadini che cercano o si trovano ad occupare abitazioni in affitto.

Direi che l’Amministrazione ha svolto il suo ruolo di promotore e proponente di un nuovo accordo, ma l’obiettivo non sarebbe stato raggiunto, senza il senso di responsabilità e la volontà di trovare un punto di incontro per entrambi ragionevole, dei principali attori di questo accordo, che sono i qui presenti rappresentanti dei proprietari e degli inquilini.

 

Meda, 14/12/2015

ASSESSORE ALLA PROGRAMMAZIONE E BILANCIO

Furio Cecchetti

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