CANONE NON RICOGNITORIO:REVOCATA APPLICAZIONE FINO A DATA DA DESTINARSI

CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 MARZO 2017

REVOCA REGOLAMENTO CANONE NON RICOGNITORIO

RELAZIONE ASSESSORE FURIO CECCHETTI

 

Come sapete, molti Comuni, per far fronte alle enormi difficoltà nel quadrare i bilanci, in un periodo particolarmente difficile, hanno regolamentato e poi applicato il canone non ricognitorio.

 

Come è stato esposto in questa sala dalla società San Marco nell’ottobre 2012, tale canone non solo era emerso come legittimo, ma anche equo, perché risultava aver esentato per anni, dal contribuire ai bisogni della collettività, per l’uso del sottosuolo pubblico, da parte di imprese, che potevano assorbire senza problemi tale prelievo. Dunque in una fase dei Comuni di grande sofferenza finanziaria e di incremento dei bisogni dei cittadini per via della crisi economica, molti Comuni hanno visto in questa norma caduta nel dimenticatoio, una canale previsto dall’ordinamento giuridico, in grado di operare una redistribuzione della ricchezza socialmente opportuna ed equa.

Come capita spesso in Italia, il conflitto tra interesse pubblico e privato, ha trovato nel percorso giudiziario la sede prevalente.

 

Ora la gran parte delle sentenze sembra dare ragione ai Comuni sulla legittimità di tale canone, anche se aggiuntivo alla Tosap e Cosap, ma dargli torto sulle modalità di applicazione. In particolare si deve tener conto solo del periodo di utilizzo del sottosuolo nella fase che pregiudica la fruibilità della strada, considerazioni limitative sulle aliquote da applicare ed altri vincoli.

 

Il percorso in punta di diritto non sembra ancora del tutto finito, ma oggi l’applicazione attuata dai Comuni è ritenuta non conforme dal massimo livello della giustizia amministrativa, ovvero dal Consiglio di Stato con tre sentenze (Sentenze CdS n.ri 1926-2540-2926/2016).

 

Dato che in vigenza del nostro Regolamento, essendo stato ritenuto non conforme, non potremmo neppure procedere al recupero dei crediti non ancora riscossi, aprendo un contenzioso legale dispendioso e allo stato dell’arte per noi perdente, a tutela del Comune l’unica strada ragionevole è revocare il Regolamento.

 

Naturalmente nulla ci impedirà, una volta che il percorso giudiziario avrà una conclusione definitiva e magari anche una regolamentazione legislativa applicabile dai Comuni, in forma meno “interpretativa”, di approvare un nuovo o modificato regolamento.

 

Per ora questo è il percorso che più tutela l’interesse del Comune. Allo stato attuale i costi dei contenziosi sono stati pari agli introiti. Continuare rischia di diventare una perdita a danno dei cittadini.

 

Ho terminato

 

Meda, 30/3/2017                    ASSESSORE ALLA PROGRAMMAZIONE E BILANCIO

                                                                                    Furio Cecchetti

 

 

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